86° Raduno degli alpini

In occasione dell’86° raduno sezionale dell’Associazione Nazionale Alpini delle Marche in programma ad Acquasanta Terme il 3 e il 4 settembre 2011, Il Roccolo propone uno speciale menu convenzionato con la manifestazione.

Si tratta di 4 antipasti, 2 primi, 1 secondo, 2 contorni, dolce della casa con vino, acqua, caffé e grappa, tutto al prezzo speciale di 25,00 Euro (a persona). È molto gradita la prenotazione.

86° Raduno Alpini

86° Raduno Alpini

In occasione dell’86° raduno sezionale dell’Associazione Nazionale Alpini delle Marche in programma ad Acquasanta Terme il 3 e il 4 settembre 2011, Il Roccolo propone uno speciale menu convenzionato con la manifestazione.

Si tratta di 4 antipasti, 2 primi, 1 secondo, 2 contorni, dolce della casa con vino, acqua, caffé e grappa, tutto al prezzo speciale di 25,00 Euro (a persona). È molto gradita la prenotazione.

Il Roccolo: le origini del nome

Sfogliando le pagine di un qualsiasi vocabolario della lingua italiana, si può intuire le origini del nome dell’agriturismo di Pomaro, frazione di Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Piceno.

Il “roccolo” era infatti la tenuta di caccia che il Signore della zona costruiva sui propri terreni e in cui passava il proprio tempo libero. Si trattava di caccia agli uccelli, sopratutto migratori, che si aspettavano lungo il corso dell’anno: una tipologia di caccia molto difficile e raffinata che prende il nome dalla particolare rete sottile a maglie strette che veniva sapientemente utilizzata allo scopo.

Era il settembre 1992 e il maestro delle scuole elementari dell’allora piccolo Abramo, Vinicio Grandoni, scriveva un bellissmo componimento, per celebrare l’apertura delle attività dell’agriturismo della neo famiglia Salvati. Una semplice poesia scritta con tanto affetto che qui riportiamo e che attraverso le rime ci ricordano gli insegnamenti del caro maestro.

Il Roccolo
Un tempo questa amena selva riservata
dalla gente umile e devota “Roccolo” era chiamata
luogo appartato di un Signore nono uccellatore
che l’arte aveva imparato dal Machiavelli del “Principe” autore
Al centro della selva una piccola dimora era nascosta
per ristorare e gratificare i cacciatori eletti alla posta.
All’interno ogni cosa per tempo era stata collocata
cuccette, coperte, pane, vino, marmellata e carne insaccata.
In questo piccolo colle di lussureggiante vegetazione
vi erano annosi alberi ed altri di esotica importazione
per far sì che l’uccello oltre il richiamo del simile ingabbiato
si fosse rispostato e rifocillato di cibo appropriato.
Gli alberi dalle cime flessibili, contorte e curvate
formavan gallerie ombrose ad arte studiate
gli uccelli nelle trappole entrati perché insistentemente richiamati
finivano nelle reti e nelle panie dei villani del Signore approntati.
Tordi, storni, fringuelli, passeracei, verdoni, colombi e frosoni
pennuti che non sempre avrebbero trovato cibo prelibato nelle emigrazioni.
Non vi erano allora tralicci di ferro di alta tensione
ma solo ricca, svariata e ricercata vegetazione.
Il verbo uccellare nel giusto senso si deve interpretare
pur se alcune divagazioni è lecito adombrare
l’attesa del passo di uccelli talvolta era snervante
e il freddo pungente mitigato era da qualche donzella prestante.
Succinta descrizione di un presuntuoso scribacchino
che da bambino, nella stagione autunnale fin dal mattino
udiva botti di schioppi da quest’oasi di verde ricercata
che il Signore per diletto in campo di battaglia l’aveva trasformata.
– Vinicio Grandoni