Le
origini di Acquasanta si confondono con quelle
delle sue terme: l'antico tratturo preistorico,
poi divenuto via consolare in età augustea,
trovava in Acquasanta, per la ricchezza di grotte
e i tepori delle acque termali, un naturale punto
di sosta e di ristoro. (Acquasanta come "Vicus
ad Aquas").
Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, la
città vede in successione insediamenti
Longobardi, il passaggio dei Franchi, l'influenza
dei monaci benedettini dell'Abbazia di Farfa,
il dominio dei vescovi-conti di Ascoli. In epoca
moderna fu poi inserita nello Stato Pontificio,
fino all'Unità d'Italia. Dal 1300 il territorio
è suddiviso in "sindacati" autonomi
(Acquasanta e Luco, Quintodecimo, Monteacuto,
Montecalvo).
Nel 1865 i quattro sindacati vengono riuniti
in unica realtà amministrativa, con capoluogo
Acquasanta. La montagna acquasantana è
stata interessata nei secoli da fenomeni di ribellione,
solidamente radicati nel contesto socio-economico.
Tra i capi più in vista delle bande, costituite
dai cosiddetti "briganti", si ricorda
Giovanni Piccioni, ex Priore di Montecalvo attivo
negli anni immediatamente successivi al 1860.
Nel corso della seconda guerra mondiale, italiani
e slavi danno vita alla resistenza partigiana
che culmina con l'eccidio di Pozza e Umito (1944).
Nel 1957 assume il nome di Acquasanta Terme.
Una vacanza all'agriturismo Il Roccolo rappresenta
un valido punto di partenza per visitare:
Acquasanta
Terme: lo stabilimento termale con piscina
naturale in grotta e la grotta sudatoria; il centro
storico, la Chiesa di S. Giovanni XIII sec. (che
ospita il dipinto di Cola dell'Amatrice), la Chiesa
della Maddalena XIV e il Ponte romano sul Garrafo.
S.Maria
(a 1 km): le tracce delle antiche Terrne (Vicus
ad Aquas) e il centro storico.
Paggese
(a 2,5 km): l'antico Pagus con centro storico
medievale: la Chiesa di S.Lorenzo del XIII sec.(Trittico
di P. Alemanno e tela di N. Monti, affreschi,
tabernacolo, loggia)
Castel di
Luco (a 3 km): un meraviglioso sastello
medievale dell'XI secolo a pianta rotonda.
Valledacqua
(a 3,5 km): l'abbazia farfense, case e case-torri
medievali.
Centrale
(a 4 km): le cave di travertino e i laghi per
pesca sportiva.
Ponte d'Arli
(a 6 km): i muraglioni romani di sostegno della
Salaria del periodo Augusteo; il cinquecentesco
Ponte Vecchio, costruito dai maestri Comacini;
la Chiesa di San Pietro d'Arli con il cippo miliare
della Salaria (epoca romana).
Quintodecimo
(a 3 km): il caratteristico borgo medievale, la
Chiesa del Crocifisso (XVI sec.) e di S. Maria
delle Piane con gli affreschi di P. Mussini.
Pito, Pozza
e Umito (a 8 km): per alcune escursioni
naturalistiche al Parco della Laga, alle cascate
della Volpara e Prata, a Macera della Morte e
a Valle Corte.
San Martino
(a 12 km): per altre escursioni naturalistiche
a Pizzo di Sevo, a Cima Lepri, alla Foresta di
San Gerbone e a rocca di Monte Calvo.
Tallacano
(a 7 km): il centro storico e la chiesa di San
Pietro.
Venamartello
(a 8 km): il belvedere sulla valle del fiume Tronto.
Capodirigo
(a 5 km): la Chiesa di S. Caterina d'Alessandria
con il portale con bassorilievo in tufo.
Piedicava
(a 6 km): per visitare l'antico mulino ad acqua
(della fine '800) con ruota in legno funzionante.
Ed inoltre:
Torre S. Lucia, Falciano, S. Vito, Cagnano , Matera
e Vallecchia, Favalanciata, Novele (chiesa ottogonale),
Peracchia... e tanto altro ancora. |