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Si
fa presto a dire agriturismo!
Soggiornare in un vero agriturismo significa poter
consumare prodotti che sono prodotti in prevalenza
dall'azienda. Questo è il caso del Roccolo.
Infatti, Abramo e altri componenti della famiglia
Salvati, producono ortaggi
(patate, fagioli, pomodori, insalata, zucchine,
cetrioli), marroni
e castagne
(da ottobre a febbraio o marzo) e noci
(che sono state ereditate dalle più antiche
generazioni del posto), in sintonia con la produzione
tipica montana del luogo.
Anche la frutta,
rigorosamente NON trattata, passa, matura e saporita
dalla pianta alla tavola: mele
(da settembre ad aprile), tra cui la "pianella",
la qualità tradizionale tanto da dare il
nome a Pomaro (da "pomo"); la "rosa"
e la "rozza" dalla caratteristica buccia
che ricorda sia la mela che la pera. Si
possono inoltre apprezzare le ciliege
(da fine maggio a fine giugno), i fichi
(luglio e settembre) e le prugne
(luglio/agosto). Naturalmente, quando non è
stagione, è possibile assaggiare questi
frutti nelle marmellate della prima colazione
che Christiane prepara nel suo "tempo libero".
Anche gli animali fanno la loro parte, sopratutto
sulla griglia del camino o affettati in mezzo
al pane! Polli,
conigli,
papere
e, naturalmente i maiali!
Menzione d'onore spetta ai salami che vengono
prodotti "quando cade la neve".
Le specialità
del Roccolo
Per i palati prelibati parliamo di funghi e di
tartufi. Il tartufo estivo (da giungo a settembre)
conosciuto come "scorzone" e quello
invernale (da novembre a febbraio), il "nero"
che finiscono negli antipasti e nei primi piatti
che gli ospiti, che alloggiano al Roccolo, possono
apprezzare. La mattina, molto presto, ammesso
che siate svegli a quell'ora, potete incrociare
Abramo che parte per la raccolta dei funghi, che
poi vi ritroverete nel piatto: galletti,
porcini,
prataioli
e talvolta l'ovulo.
Se siete disposti a camminare di buon passo e
non vi spaventa la fatica, una "battuta"
di 4/6 ore la potete condividere con il padrone
di casa e fare una interessante quando divertente
escursione. Abramo Salvati non è solo un
esperto conoscitore ma possiede la necessaria
autorizzazione al riconoscimento e alla raccolta
dei pregiati prodotti del sottobosco.
Rosso piceno e
Falerio dei colli ascolani
Dalle colline di Offida proviene il nettare che
innaffia i piatti che circolano sulla tavola imbandita
della sala da panzo del Roccolo. L'azienda agricola
Ciù Ciù produce un "rosso"
e un "bianco" che tutti gli ospiti apprezzano
moltissimo.
Mangiare e dormire
Sembra un assurdo, ma è questa la legge
che vige al Roccolo: per margiare bisogna dormire!
Che pacchia!!! Data la produzione limitata dei
35 ettari di terreno e boschi del Roccolo, non
è possibile usufruire del servizio di ristorazione
se non si è ospiti dell'agriturismo. Come
dice Mimmo (il padre di Abramo): "Non possiamo
andare al mercatone per dare da mangiare a tutti!"
Eccezione per quelli che, prenotando, possono
organizzare banchetti per ricorrenze speciali
e avvenimenti.
L'agriturismo Il Roccolo dispone di 2 appartamenti
autonomi (il "fringuello" e il "verdone")
e di 3 camere con servizi ("colomba",
"frosone" e il "tordo") per
un complessivo di 20 posti letto. |
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